Roma nel
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L'Hotel Allo Statuto ha il piacere di presentarvi il cuore di Roma. Fotografie e breve storia dei maggiori monumenti e dei più importanti luoghi assolutamente da visitare e conoscere.
Basilica di Santa Maria Maggiore
A pochi passi dall'Hotel "Allo Statuto" si trova la Basilica di Santa Maria Maggiore (meno di due minuti a piedi). Fu eretta tra il 432 e il 440 da Papa Sisto III che la dedicò alla Vergine. La Basilica di S.M. Maggiore è la prima basilica a Roma costruita non da un imperatore ma da un Papa che la fece decorare splendidamente. L'arco di trionfo e la navata centrale conservano i mosaici del tempo di Sisto III che rappresentano l'infanzia di Gesù e scene dell'Antico Testamento. Attraverso le immagini è rappresentata la storia sacra: dagli antenati di Cristo nei riquadri sopra le colonne, alla vita di Gesù illustrata sull'arco trionfale. Si racconta che nella notte del 4 agosto 358 la Vergine apparve contemporaneamente in sogno a Papa Liberio e al ricco e devoto Giovanni per chiedere loro la dedicazione di una basilica sul luogo di Roma dove quella notte sarebbe caduta la neve. Il mattino seguente Giovanni si recò dal pontefice per raccontargli dell'apparizione della Vergine e, insieme, si incamminarono sul colle Cispio, dove il Papa tracciò, sulla neve fresca, il perimetro della nuova Chiesa. Nella basilica, ancora oggi il 5 agosto si ricorda il miracolo della nevicata: sull'altare maggiore, durante la celebrazione della Messa, si fanno cadere petali bianchi di gelsomini e rose.
Basilica di Santa Prassede
Già nel 489 d.C. esisteva come luogo di culto, ricostruita successivamente per volontà di Papa Pasquale I che, dalle catacombe di Roma, vi farà trasferire le spoglie di circa duemila martiri. Tra le preziose opere d'arte che la Chiesa ospita, hanno particolare importanza la cappella di San Zenone e i mosaici dell'abside e dell'arco trionfale realizzati sempre per volontà di Papa Pasquale I, nel IX secolo. La cappella di San Zenone viene chiamata "Giardino del Paradiso" per l'enorme ricchezza delle decorazioni; la cappella, dedicata a San Zenone, fu costruita come mausoleo di Teodora, madre di Pasquale I.
La preziosità dei mosaici, unita al significato artistico, rappresentano la più alta espressione dell'arte romana medievale.
Basilica di San Pietro in Vincoli
(all'interno: la statua del Mosè di Michelangelo)
La chiesa di S. Pietro in Vincoli sorge sulla sommità occidentale del Colle Oppio.
La basilica paleocristiana viene comunemente denominata Eudossiana, prendendo il nome dall'Imperatrice Eudossia, moglie di Valentiniano III (425-455), che ne avrebbe voluto l'edificazione, nella prima metà del V secolo, con lo scopo di custodire le catene che legarono S. Pietro durante la sua prigionia a Gerusalemme.
All’interno della Basilica si trova la statua del Mosè di Michelangelo, posta presso la tomba di Papa Giulio II.
Il Mosè rappresenta sicuramente il maggiore motivo di attrazione per i visitatori della Chiesa di San Pietro in Vincoli. La sua collocazione originaria era al piano superiore del monumento, ma successivamente Michelangelo decise di spostarla nella sua attuale posizione per poterla apprezzare meglio.
Secondo una leggenda Michelangelo colpì violentemente il ginocchio della statua con un martello. Un gesto di rabbia che scaturiva dall'esasperazione verso una statua così perfetta ma muta. L'espressione di Michelangelo: “Perché non parli?” si riferisce proprio a questo episodio. In realtà sulla statua si riscontra solo una naturale venatura del marmo e non vi è traccia di fratture intenzionali.
Domus Aurea
Successivamente al devastante incendio di Roma nel 64 d. C. che distrusse tre regioni e ne danneggiò quattro delle quattordici augustee, Nerone decise di costruire la sua reggia che, secondo il suo volere, doveva essere la più grande e la più fastosa del mondo. Per questo, la responsabilità del disastroso incendio di Roma venne attribuita a Nerone che, secondo opinione comune degli storici, intendeva realizzare la completa ricostruzione della capitale del suo impero. Infatti, molto probabilmente, la "Domus Aurea", grandiosa residenza imperiale che si estendeva per tutta la zona del Colosseo prima che questi fosse edificato, fu ideata dallo stesso Nerone ben prima dell'incendio: un movente piuttosto rilevante per il quale gli storici vedono in Nerone colui che appiccò il fuoco.
Morto Nerone (68 d.C.) un anno più tardi salì al potere Vespasiano. Iniziò una grandioda opera di ricostruzione che attribuirà a Roma l'appellativo di "Caput Mundi".
La "Domus Aurea" che si ergeva sulla sommità del Colle Oppio, appena terminata, venne distrutta volutamente per cancellare ogni traccia di Nerone e, contemporaneamente alla costruzione di abitazioni civili più igieniche delle precedenti e con tecniche di costruzione che prevedevano l'utilizzazione dei mattoni, materiale senz'altro più resistente, prendeva il via un'opera dalla magnificenza senza precedenti, il più grande anfiteatro del mondo, nella zona occupata dal grande lago artificiale della "Domus Aurea": il Colosseo.
Il Colosseo
A soli 10 minuti a piedi, dall'Hotel, si arriva al Colosseo, meraviglia architettonica del mondo antico. Universalmente conosciuto come simbolo di Roma, era denominato dai Romani, "Amphitheatrum Flavium", dal nome della famiglia imperiale dei Flavi che lo fece edificare durante il regno dell'Imperatore Vespasiano. L'opera fu iniziata nell'anno 72 d.C. e terminata dopo soli 8 anni di intenso lavoro, da suo figlio Tito nell'anno 80 d.C.
L'inaugurazione fu celebrata magnificamente e sontuosamente con giochi e combattimenti che durarono 100 giorni, durante i quali furono uccise alcune migliaia di animali feroci. Il combattimento tra gladiatori o tra gladiatori e belve feroci era una forma di spettacolo appassionante per i Romani che assistevano all'interno del Colosseo che poteva contenere dai 50.000 ai 60.000 spettatori. Sembra che il Colosseo fosse usato come luogo di martirio dei Cristiani, in quel tempo ferocemente perseguitati.
Foro Romano
Posizionato su un terreno di origine paludosa
ma in seguito prosciugato, è situato fra Palatino e il Campidoglio (due dei sette colli di Roma), il Foro Romano vide le sue prime costruzioni intorno al VII sec. a.C. quando venne dato l'avvio all'edificazione di edifici adibiti alla vita politica, giudiziaria, religiosa, commerciale e soprattutto sociale della città Il recupero e restauro degli antichi edifici è stato avviato dal XVIII sec. e fino ad oggi continuano ad emergere nuovi reperti e resti di antiche costruzioni.
Il Vittoriano o Altare della Patria
Monumento dedicato a Vittorio Emanuele II di Savoia, primo re dell'Italia Unita.
Il regio decreto del 16 maggio 1878 formalizzava la volontà del giovane Parlamento Italiano di erigere un monumento dedicato a Vittorio Emanuele II, interpretando il sentimento popolare di gratitudine nei confronti del sovrano, appena scomparso, artefice dell'unità e della libertà della Nazione.
Iniziato su progetto di G. Sacconi nel 1885, fu terminato nel 1935. L'Altare della Patria fu inaugurato nel 1925, dopo la tumulazione della salma di un milite dalla identità sconosciuta, evento per il quale la costruzione è anche chiamata “Milite Ignoto” o “Altare della Patria”.
Il modello generale del Vittoriano si ispira ad esempi greci e latini classici.